17 mar 2011

Postato da in Attualità, Donne (stra)ordinarie | 4 Commenti

Daniela Rosati: da buddista tibetana a suora.

Daniela Rosati: da buddista tibetana a suora.

E’ proprio il caso di dire che ognuno questi famigerati quartanta se li vive e  li esorcizza a modo suo. Per tante donne che al superamento dei quaranta sentono la necessità di ritrovare se stesse mostrandosi in tutta la propria femminilità all’universo mondo, ma ce n’è anche una che a tutto questo e a gran parte dell’universo mondo ha deciso di rinunciare. E’ Daniela Rosati, la popolare conduttrice televisiva di Rai 1 della trasmissione “Tutto Benessere”. Una donna che dell’apparire ha fatto per anni il suo mestiere ma che proprio oggi 17 marzo ha deciso di dare una svolta netta e definitiva  alla sua vita: è diventata suora. O meglio, “una specie di suora” laica: un’oblata brigidina , consacrata all’Ordine di Santa Brigida.
Dopo due matrimoni, nessuno dei due in chiesa, quattro gravidanze perse ed un percorso di ricerca di sè iniziato diventando buddista tibetana, Daniela ha trovato la sua strada entrando qualche anno fa nella chiesa di santa Brigida e ricevendo la chiamata al voto di castità .   Avevo letto della sua conversione dai giornali ma ho conosciuto l’epilogo di questo percorso attraverso un’intervista televisiva che la Rosati ha rilasciato qualche giorno fa a Paola Perego che, se possibile, raccoglieva le sue parole con un’aria ancora più stupita della mia. Difficile capire l’aria estatica con cui una bella donna, bionda, elegante e ancora avvenente parla di felicità attraverso parole come dono, rinunce, chiamata, preghiera e voto di castità. Apparentemente l’antitesi della gioia di vivere e di viversi che si agita in ogni donna della nostra età. Anni caratterizzati per molte da una ritrovata ricerca di sè, ma anche da un incalzante bisogno di conferme. Da cambiamenti altrettanto radicali ma spesso non così costruttivi. Dalla ricerca di risposte che non sempre ci rendono felici. E allora la guardo, continuo ad ascoltarla e a non capire come tante rinunce possano fare la sua felicità, ma capisco in cosa consista il dono: trovare una risposta a tutto rinunciando a una parte.  Un dono che ci vuole coraggio ad accettare o che semplicemente, come tutti i doni, deve arrivarti nel momento in cui sei pronta a riceverlo.

  1. Emanuela scrive:

    Ma perchè vivere il matrimonio di questi tempi, non è forse votarsi alla castità? STRESSSSSSSSSSSSSSSSSSSS! Bella scusa, vero, per dirti che ti preferirebbero con un velo e magari con uno che ti copra anche la bocca.

  2. vogliamo buttarla sul ridere….dopo essere stata sposata con un uomo non proprio avvenente come Galliani….la castità non è una rinuncia………
    A parte gli scherzi …..mi ha ricordato l’attrice Claudia Koll, anche lei “fulminata” dalla fede anni fà. Aveva cambiato anche l’espressione del viso e la postura del corpo dopo la conversione…..che dire…la Fede è un dono…ho visto madri superare dolori atroci come la morte di un figlio grazie alla fede….è una grande marcia in più per affrontare la vita……io la inseguo da anni ma non riesco a “prenderla”

    • Donatella scrive:

      Dopo anni di ricerca spirituale se c’è una cosa che ho capito è che la fede non si raggiunge facendo attivamente qualcosa ma mettendosi in uno stato di passiva osservazione di sé stessi e della propria vita, accettandosi per come si è, lasciandosi penetrare dallo spirito… A noi è richiesta solo l’attenzione. In questo modo si fa più spazio nel cuore e si dà allo spirito la possibilità di manifestarsi.

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