Postato da Lucia in PICCHIO DURO, Scuola | 0 Commenti
E Vespa disse: Basta greco. Meglio una lingua moderna, le scienze e la matematica.
Esce il greco come seconda lingua scritta al liceo classico e, come quando il paese è sommerso dalla neve, a Bruno Vespa viene chiesto di non lasciare il paese senza un’opinione sulla calamità di turno, e a chi non ne avesse una propria, elargisce la sua dalle pagine di Panorama. Dopo averci intrattenuto per una decina di righe sul fascino e le saghe familiari legate al suo Rocci, mitico vocabolario di greco, a testimonianza a casa sua un liceo classico non è mai stato negato neppure al gatto, pontifica e dice: “Il latino fino alla morte, il greco invece, ora basta”. E’ la risposta che in tutta onestà il Bruno nazionale si sente di dare alla domanda del direttore del giornale: è ancora utile studiare il greco nel 2012?
Il motivo del suo no? La lingua greca sarebbe a suo dire troppo ostica per la maggior parte degli studenti perchè essi possano mai assaporare davvero in originale i versi di Omero, i Dialoghi di Platone, le commedie di Aristofane, le favole di Esopo.
Chi riesce a sopravvivere a questo generoso sfoggio di conoscenze pregresse e rinnegate, e non se ne fa infinocchiare, non avrà difficoltà a capire che la vera motivazione di questa risposta è nascosta tre o quattro righe sopra, nella frase in cui spiega che al momento non sarebbe in grado di confrontarsi con nessuno sulle reminiscenze di greco in quanto la sua preparazione linguistica è attualmente assai vicina allo zero. Un’affermazione che, scritta da un giornalista del suo calibro, mi lascia a dir poco di stucco. Anche io, come lui, ho incontrato il greco, il Rocci, Omero, Platone e Aristofane, e se onestamente di questi ultimi mi è rimasto ben poco, devo allo studio del greco gran parte della mia attuale preparazione linguistica piuttosto lontana dallo zero. E non posso non stupirmi che dopo 5 anni di liceo classico e tanti anni di attività con una penna in mano, si possa credere e affermare con tanta sicurezza che tutto quello a cui serve lo studio del greco è leggere Omero, Platone, Esopo e Aristofane in lingua originale. Perchè non studiare anche il russo allora? Vuoi mettere leggere Tolstoj e Dostoevskij in lingua?
Al buon Bruno deve essere sfuggito che i primi due anni di liceo classico si chiamano (chiamavano?) “ginnasio” che in greco vuol dire “palestra”, ed è proprio in quella palestra che, rompendoti la testa sugli incastri di quella lingua troppo ostica, impari ad usarla la tua testa, e ne alleni i muscoli. Scopri che gran parte delle parole che utilizzi tutti i giorni (specie se ti troverai a fare il medico o l’avvocato) non sono spuntate dal nulla come funghi, ma derivano proprio da quella lingua ostica e che conoscerla ti evita di prendere il mano il vocabolario per conoscerne il significato. Che riduce drasticamente la possibilità che tu possa renderti ridicolo utilizzando a sproposito termini arguti e soprattutto il riuschio che tu possa veder sfumare il sogno di aggiudicarti un milione di euro al “Milionario” di Gerry Scotti, l’unico a cui va il merito di ricordarci tutte le sere, con i suoi giochini etimologici, che il greco non solo non è una lingua morta, ma che può anche cambiarti la vita!

