8 set 2012

Postato da in PICCHIO DURO, Scuola | 2 Commenti

Esami a settembre: quando riparazione fa rima con inquisizione

Esami a settembre: quando riparazione fa rima con inquisizione

Ci sono giorni in cui, come oggi, non sono fiera di appartenere alla categoria: la categoria degli insegnanti. Quelli che un paio di volte l’anno, in occasione di riunioni chiamate scrutini, hanno potere di vita o di morte sui sacrifici di ragazzi e famiglie che vedono nella scuola un’opportunità importante per il proprio futuro. Giorni come oggi, in cui molti hanno visto vanifiato da esito negativo il loro sacrificio, fatto di un’estate di studio per i ragazzi che dovevano recuperare i propri “debiti” scolastici e di spese onerose per le famiglie che li hanno supportati pagando lezioni private. E ad indignarmi è l’alterigia e la superficialità con cui si decide della vita di ragazzi che come insegnanti siamo formati e pagati per aiutare a crescere. E’ quello che ho pensato più volte in questi giorni raccogliendo le telefonate incredule e disperate di amici che hanno ricevuto per i loro figli il verdetto negativo: bocciati.
Una per tutte: “Hanno bocciato C. La segretaria della scuola l’ha chiamata a casa, ha chiesto se c’erano i suoi genitori  e se ci fosse qualcuno lì con lei. C. ha risposto che eravamo fuori e che era sola. A quel punto la segretaria ha deciso di dirlo direttamente a lei: volevamo comunicarti l’esito negativo dei tuoi esami di riparazione e pertanto la tua bocciatura. Poi, preoccupata dalla reazione sconvolta della ragazza, la segretaria ha avvisato me sul cellulare, che sono a 300 chilometri di distanza e ora non so dove mettermi le mani per gestire da qui la sua disperazione.” E’ quello che è successo stamattina ad una delle mie più care amiche, mamma di un’alunna iscritta ad uno di quei licei classici che qui a Milano vengono considerati “scuole d’eccellenza”: il  Carducci. Ragazza che, come tanti altri, ha trascorso l’estate studiando seguita da insegnanti privati per ognuna delle materie” addebitate”. Molto simile la storia di M, iscritto anche lui ad un liceo scientifico “eccellente” : seguito per tutta l’estate da insegnanti qualificati per il recupero di matematica e fisica,  sostiene le prove sia scritte che orali, si sente rassicurare dall’insegnante sull’esito delle prove orali e la mattina dopo arriva il verdetto: bocciato. Impossibile capire la motivazione al di là di un ipotetico non raggiungimento di parametri di sufficienza  e di errori presenti nella prova scritta che la scuola però  si è rifiutata di mostrare sia al ragazzo in sede di esame orale, che alla famiglia successivamente alla comunicazione dell’esito. Prova di cui non è stato possibile conoscere neppure la valutazione. Una mancanza di trasparenza al limite dell’illegalità. E sono solo due di una lunga serie di episodi che, da genitore ma soprattutto da insegnante non possono non farmi indignare sulle modalità superficiali e prevaricatrici, con cui sempre più spesso, colleghi che si sentono evidentemente fieri di appartenere a tali “scuole d’eccellenza”, esercitano il loro potere decisionale ignorando completamente  quello che è il bene dei ragazzi  sia dal punto di vista umano che didattico. Eposodi che evidenziano una completa mancanza di sensibilità e di professionalità dal punto di vista umano, ma che buttano un’ombra orribile anche sul nostro ruolo professionale di insegnanti e non di giudici dell’inquisizione.
Quella degli esami di riparazione non è in realtà che la punta di un iceberg costituito dalla presenza in numerose  scuole pubbliche milanesi, ritenute “d’eccellenza”, di docenti che alimentano il proprio “potere” e il proprio prestigio con comportamenti da sceriffi, atti a selezionare “le eccellenze”, vessando  alunni e famiglie con comportamenti incomprensibili e ingiustificabili  e creando un vero e proprio esodo verso scuole private. Scuole che sempre di più e sempre meglio hanno imparato a coniugare la qualità della didattica con l’attenzione  all’alunno come persona.
Non vi è invece nulla di didatticamente eccellente in scuole ed insegnanti ancorati a rigide logiche di meritocrazia che affidano ad una sterile media matematica la valutazione di percorsi in cui si intrecciano molte altre voci da cui non si deve e non si più prescindere. Non bisogna mai dimenticare che il nostro obiettivo è formare, guidare e motivare i ragazzi allo studio e al continuo miglioramento di sè. Episodi come questi, oltre a mortificare e vanificare i sacrifici economici di tante famiglie in momenti di crisi e di spending review , mortifica l’autistima di ragazzi che invece dovrebbero costantemente vedersi restituire dalla scuola e dai loro insegnanti il meglio di sè. Mina le loro fragili sicurezze e rende loro difficile vedere nello studio e nella cultura degli strumenti importanti per il priprio futuro e la propria autonomia . Ma quel che è peggio rovina completamente il rapporto di fiducia e di collaborazione che deve esserci con chi ha il compito di aiutarli a crescere e in cui si limitano a vedere dei nemici. Oggi ho aperto Facebook e sulla bacheca di un mio ex alunno ho letto: ”Promosso! Fanculo, non ce l’avete fatta a bocciarmi!” e ho sperato con tutto il cuore che a nessuno dei miei alunni sia mai passato per la testa che fossi lì per fregarlo.

  1. daniela bartoli scrive:

    Episodi come quelli accaduti a C. e M. minano fortemente l’autostima degli adolescenti, e alle famiglie resta il lavoro sporco da fare..quello di sobbarcarsi spese e oneri alla ricerca della scuola privata più idonea. Si è sempre alla ricerca di insegnanti e tutor dotati del dono della maieutica, quell’arte di far partorire agli alunni il pensiero, l’intelletto, pungolando la loro intelligenza e curiosità. Purtroppo quando si incappa in insegnanti ottusi e inquisitori l’effetto è l’esatto contrario…i ragazzi si ribellano, fuggono, svicolano le responsabilità e la curiosità verso le materie e la vita si trasforma in inedia, in atteggiamenti apatici ed amorfi sotto i quali purtroppo i giovani vengono “etichettati”. Da mamma di adolescenti sono sicura che non è così. Una sconfitta scolastica non è una sconfitta per il loro futuro. Io non voglio che i sogni delle mie figlie siano spenti. Per nulla al mondo…e il loro mondo è meraviglioso!!

  2. Esami a settembre: quando riparazione fa rima con inquisizione | Forty Planet – Blog di Lucia Giulia Picchio

Lascia un commento