8 mar 2013

Postato da in BOUDOIR, Donne (stra)ordinarie | 6 Commenti

Sorellanza

Sorellanza

Gli inglesi la chiamano sisterhooh ed è quel mix di rapporto, attitudine e legame che sta dietro al mio concetto di amica. La vivo da sempre sulla pelle e oggi voglio raccontarla sulla carta. Digito sorellanza nella pagina on line del Dizionario della Lingua Italiana della Hoepli e leggo: 1.Rapporto naturale e giuridico che corre tra sorelle. 2. Estens. Rapporto di solidarietà e reciproco aiuto tra donne auspicato e praticato specialmente dai movimenti femministi. 3. Fig. Strettissimo legame, affinità, per origine o somiglianza, tra più cose di genere femminile. ex. la sorellanza tra le lingue italiana, francese e spagnola.
   Buono come punto di partenza ma limitato rispetto al mio punto di arrivo.
Leggo la prima definizione e immediatamente non posso non pensare alla fortuna di vederla coincidere con le due definizioni successive. Ho due sorelle, Francesca e Barbara, con cui a legarmi non è solo un rapporto naturale e giuridico, ma una complicità profonda fatta di solidarietà, quando tutto va bene, e di mutuo soccorso, quando marca male. Abbiamo litigato, ci siamo picchiate (poco e solo da piccole), abbiamo riso e pianto insieme, ma non abbiamo mai dato neppure un morso alla mela marcia della gelosia e della competizione. Io mi sono messa l’animo in pace sul fatto di vederle da sempre più giovani e più magre di me e loro sulla tranquillità di una vita di provinvia un filo più lenta e meno avventurosa della mia a Milano. Quando si tratta di dividere, la parte “equa” non è per noi quella ” uguale” ma quella che serve a ciascuna in quel momento. La divisione è condivisione. La felicità di una quella di tutte e tre.
Negli anni ho scoperto che una sorella puoi pure trovartela a fianco anche se nasce in un’altra città e da un’altra famiglia. Ha tratti diversi dai tuoi,  un carattere opposto ma ti ritrovi a condividerci un gran pezzo di strada. Le telefonate della mattina e della sera. “Ciao Dany” “Ciao Lu”: un paio di parole, di saluti e di vite che, dai figli ai libri, continuano a intrecciarsi come se non potesse essere altrimenti.
Una sorella te la puoi anche scegliere, sentirla ogni morte di papa e viverla per anni sottopelle. Morire con lei il giorno che ti dice che si è ammalata di cancro e rinascere ogni giorno che la vedi rifiorire e riprendere il suo posto nella sua vita. Perché nella tua non lo aveva mai perso.
Puoi anche scoprire di avere una sorella che ha il tuo stesso nome ma è il tuo lato opposto: tu bianca e lei nera, tu morbida lei asciutta, tu indietro lei avanti, tu cauta lei spavalda. Per poi trovarsi ogni volta a scoprire che il bianco e il nero si fondono, che il coraggio e la paura diventano una cosa sola e che quella avanti e quella indietro sono sulla stessa linea.
La sorellanza è un rapporto, un legame, ma soprattutto un’attitudine che non ha necessariamente bisogno di affondare le sue radici in tempi lontani per esistere. E’ una sorta di predisposizione naturale alla complicità che ti fa riconoscere tra tante le donne con cui giorno dopo giorno hai voglia di fare un pezzo di strada. Quelle con cui ha un senso farlo. Che sia il lavoro o un aperitivo l’occasione che ti fa incontrare e quella che continua nel tempo a far mescolare la tua vita alle altre, la sorellanza la riconosci dal sapore di quello che ti scambi.
Dalla disponibilità ad ascoltare, senza pretendere di essere ascoltata. Dalla capacità di dare pareri in cui non traspare il giudizio. Dal dare prima di ricevere. Dalla disponibilità a sposare la causa dell’altra, quella che magari riesce ad arrivare dove tu non hai ancora neppure iniziato ad avvicinarti. Dal desiderio di fare insieme cose in cui, come in una colletta, ciascuna mette quel che ha per riuscire insieme a comprarsi un sogno, un desiderio o una rivincita. Dal tenderti la mano quando stai restando indietro e rischi di mollare.
Per vivere questo tipo di sorellanza devi esserci tagliata. Devi essere una che non ha problemi con il successo delle altre, che lo vive come una rivincita e una ricchezza per tutte e non come un’ombra. Che è disponibile a rispondere anche quando tu devi ancora chiamare.
Giusy fa la giornalista, il lavoro che avrei voluto fare io se non mi fossi fatta incastrare da quello di prof, e che per anni ho visto fare da donne aride e spocchiose. Insopportabilmente egoriferite. E’ stata lei a cercarmi, lei a chiedere e a restituire. Lei a farmi posto nel suo lavoro e nei suoi progetti. Io a metterci del mio. Risultato: l’emozione di sorprenderci ogni volta dei risultati della nostra alchimia. La consapevolezza di potersi aspettare sempre qualcosa che sa di buono da lei e dal nostro lavoro insieme.
Irene e Paola: compagne di penna. Le parole come mestiere e come passione. Come colla per un nuovo legame. “Grazie Lucia per la bellissima recensione al mio libro. La più bella in assoluto. Quella che ha letto meglio le mie parole e ha capito cosa c’è dietro. La sto facendo girare, e tutte le volte cito le tue parole nelle mie interviste in radio”.
Una mano lava l’altra. Una scrive per l’altra: “Paola ti va di scrivere una voce per il mio prossimo libro?” “Sì, a patto che tu voglia essere ospite del mio. Ti ho letto e mi fai impazzire”. Alla faccia dell’invidia.
La sorellanza infine è pure quella che può portarti ad incrociare la tua vita con quella di donne che non hai mai visto e che incontri sui social network. Che, giorno dopo giorno, riga dopo riga, impari a  conoscere. Ne scopri la storia, inizi a disegnarne il contorni, decidi che quello che vedi ti piace  e a quel punto dalla bacheca alla vita reale il passo è breve, come la distanza tra le parole e i fatti. Carlotta, Serena e Claudia  non le avevo mai viste prima di leggerle nelle parole in cui abbiamo trovato la curiosità di conoscerci e la voglia di incontrarci. “Sono a Roma” scrivo. Risposta: ”Passo a salutarti sotto al tuo albergo”: è così che mezz’ora dopo un messaggio in chat ho incontrato per la prima volta il sorriso di Carlotta. E dopo i sorrisi si sono incontrati i racconti. Le confidenze e la sensazione forte che fossero ben riposte e corrisposte. Con Claudia ho visto trasformarsi un invito in bacheca in un fine settimana da favola, ho gustato il sapore dell’ospitalità e della disponibilità incondizionata. Con Serena è un appuntamento soltanto rimandato, con la certezza che quello che doveva incontrarsi si sia già incontrato.E che essersi fidate,  a pelle, sia stata la scelta giusta per tutte e due.
Rileggo quello che ho scritto, ripenso alle mie compagne di sorellanza e decido che la definizione che ci racconta meglio sia la terza: strettissimo legame, affinità, per origine o somiglianza, tra più cose di genere femminile.
Come per le cose, anche per noi donne, quello che ci avvicina è l’affinità, la somiglianza, che fa sì che, se anche non ci si conosce, ci si riconosca. E a rendere possibile la magia una sola condizione: appartenere al genere femminile.

  1. Grazie Lucia! Con profonda stima e grande affetto.
    Serena

  2. Grazie Lucia,
    per quel sogno di fratellanza che ti vive dentro, solare e sincero.
    Quando ti leggo mi sento sempre bene.
    E’ come quando mi parli.
    Nell’allegria condivisa.
    Negli spazi bui che ho attraversato, lì dove le tue parole hanno sempre trovato un varco, per raggiungermi e rincuorarmi.
    Ti voglio bene.
    Mary

  3. Lucia scrive:

    Grazie Luci!
    Aggiungerei che la sorellanza è una potente pozione che, una volta scoperta, esalta ciò che di umanamente speciale è in ogni donna.

  4. Claudia scrive:

    Grazie Splendida donna e femmina <3
    Conoscerti è stato un onore.
    Non vedo l'ora di riabbracciarti.
    Ti aspetto a Roma
    Claudia

  5. daniela scrive:

    se una delle mie figlie porta il tuo nome…ci sarà un perché. Al di là di tutto, al di là del tempo che passa e della vita che ci cambia, sei sempre la sorella che ho incontrato a Urbino nell’autunno del 1984. E che da allora è sempre con me. Ti voglio bene Dani

  6. Valeria scrive:

    No, non piangero’ per queste meravigliose storie di sorellanza che si intrecciano. Oppure Sì… E qualcuna mi tenderà un fazzoletto. :-*

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