9 nov 2015

Postato da in AFFARI DI CUORE, BOUDOIR, Donne (stra)ordinarie, SEX & LOVE | 1 Commento

Relazioni pericolose

Relazioni pericolose

“Per una come me, abituata a non risparmiarsi neppure nelle quattro chiacchiere con la panettiera, risparmiarsi in una relazione è un ossimoro. Senz’altro una perdita di tempo”. E’ più o meno questo il commento che ho lasciato stamattina sotto ad un post di Selvaggia Lucarelli su Facebook in merito ad alcune sue riflessioni sulle relazioni e su come uomini e donne si stanno sempre più spesso orientando a viverle.
A qualcuno potrà sembrare un’osservazione drastica, manichea, ma all’alba dei miei cinquantuno anni mi risulta davvero difficile considerare la possibilità di investire poco in relazioni che già all’inizio coinvolgono e convincono poco. Di commisurare l’impegno all’interesse. Detta così sembrerebbe un’operazione che risponde ad un principio di economia e di risparmio ( minima impresa e massima resa), in realtà è uno spreco di tempo, di energie e di opportunità. Per non parlare del male che si fa all’altro, facendogli perdere a sua volta tempo e qualità di vita nel momento in cui lo si illude di avere un valore che non ha.
Credo in realtà che molto del malessere che caratterizza i rapporti e le relazioni oggi (e non solo quelle tra amanti, ma anche quelle tra amici) stia in questa tendenza al risparmio. In questa decisione preconcetta di esporsi il minimo nella speranza di ricavare quel minimo di piacere, di emozioni, di compagnia, che ci salvi dalla noia e dalla solitudine.
Ritengo invece che la solitudine sia un’ottima alternativa a relazioni finte e disimpegnate. Nella solitudine se non altro incontri te stesso, nelle relazioni casuali e disimpegnate finisci per perdere di vista pure quello che desideri: prendi quello che arriva purché costi poco. Ma non scegli. Non affini il gusto.
La solitudine la puoi riempire di libri, di passeggiate, di sport, di film e di qualsiasi altra emozione derivi dal fare qualcosa che ci piace. Fosse anche dormire… riempiremmo la nostra solitudine di sogni. Una relazione scadente invece non puoi riempirla con niente. Perché è lei che riempie il tuo tempo togliendoti emozioni anziché dartene  e finendo per convincerti che fare finta di provarne sia come viverle. Una relazione scadente ci restituisce un ‘immagine di noi altrettanto scadente e mediocre, anche quando siamo convinti che siamo noi a scegliere quando come e perché, ma la verità è che non siamo stati capaci di ottenere nulla di meglio.
Ecco perché ho sempre definito “relazioni pericolose” quelle a basso dispendio energetico. Quelle in cui si ha voglia a metà e per l’altra metà si adducono scuse e pretesti inventati.Quelle relazioni in cui spendi una faccia che non è la tua faccia ma la sua fotografia, in posa. Una posa ogni volta diversa. Quelle in cui la serialità è un modo in cui collezionare conferme a buon mercato. Quelle in cui si mettono paletti perché a nessuno venga in mente di superare confini e limiti che un amico o un amore veri dovrebbero contribuire a farci superare. Portandoci fuori da noi stessi e aggiungendo qualcosa alle nostre vite. E quell’amico, quell’amore dobbiamo essere noi a sceglierlo decidendo di riempire il vuoto con qualcuno che sia così importante e così vero da mancarti quando non c’è. Da fare la differenza quando c’è. E da lasciarti il rimpianto di averlo perso quando se ne andrà via. Si chiama selezione, prevede il coraggio di sapere cosa si vuole,  di scegliere e di esporsi, ma fa la differenza tra una pseudo solitudine e una vera relazione.

Foto: “Fragile” di Alessandra Pierelli

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