3 dic 2015

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Il Tradimento di Francesco Alberoni

Il Tradimento di Francesco Alberoni

 

Per chi come me ha conosciuto e conosce Francesco Alberoni come uno dei più profondi conoscitori e studiosi dei movimenti dell’anima e del cuore, sarà forse una sorpresa scoprire che è anche uno dei più grandi studiosi viventi di movimenti collettivi, politici e religiosi, nonché un grandissimo esperto di geopolitica. E la mia sorpresa non deve essere sfuggita neppure a lui, “il prof”, se nel mettermi in mano una copia del suo ultimo lavoro dal titolo “Tradimento”, edito da Edizioni Leima e da oggi in tutte le librerie, mi ha scritto questa dedica: “A Lucia sperando che lo legga anche se non parla di uomini, di donne e di tradimenti erotici”.

Quello di cui parla questo libro, dalla copertina esplicita ed accattivante, è in realtà il tradimento dell’America nei confronti dell’Europa: una serie di riflessioni che Alberoni ha scritto sotto forma di articoli negli ultimi tre anni e che oggi appaiono tristemente veritiere e profetiche alla luce degli ultimi attentati di Parigi e ne spiegano antefatti e ragioni.

Per chi come me è abituata ad apprezzare e comprendere altri generi di letture, una sfida titanica quella dì inoltrarsi nella spiegazione di dinamiche che, al pari di quelle del cuore, dovrei e vorrei conoscere per sentirmi davvero una donna del mio tempo. E allora raccolgo la sfida e decido di leggere. Una sfida che il prof ha colto in tutta la sua “immane complessità” se alla mia richiesta di spiegarmi l’idea di fondo del libro e di renderne comprensibile il messaggio anche alla donna della strada che c’è in me, lui ha risposto sorridendo: “Non ci penso neanche! Leggilo. Vedrai che sarà più facile di quanto tu non creda”.

Una promessa mantenuta: così come quando parla di movimenti del cuore, dietro all’apparente semplicità del prof ho trovato la grande capacità di restituire con chiarezza a me e a voi una visione oggettiva su un pezzo della storia del nostro tempo che da oggi leggerò e argomenterò in modo diverso. Conoscere la storia e comprenderne le motivazioni e i movimenti può salvarci, se non dal rischio delle guerre, sicuramente dal rischio di essere banali come nei rigurgiti di retorica rabbiosa che riempiono e hanno riempito in queste settimane le bacheche dei social. E dal rischio di cadere nelle trappole tese da chi della storia muove i fili dietro le quinte contando sull’inconsapevolezza di chi , quando gli si indica la luna guarda il dito.

 

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