5 feb 2016

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Vademecum di eleganza per lui

Vademecum di eleganza per lui

Da pochi giorni è arrivato negli scaffali delle librerie ed è senza dubbio una delle migliori guide all’eleganza maschile che possiate leggere. Illuminante anche se siete donne.
Ci sono libri che ci colpiscono per quello che dicono e altri che ci folgorano per come lo dicono: Il gentiluomo senza cappello di Mario Dell’Oglio appartiene indubbiamente ad entrambe le categorie.
Se non lo avessi incontrato di persona, saputo che per mestiere da generazioni lui e la sua famiglia vestono gli uomini più illustri ed eleganti di Sicilia e non solo, avrei avuto il dubbio se l’autore di questo libro fosse un semiologo, un sociologo, uno stilista o un esperto di economia. E la magia di questo libro sta proprio nell’aver trovato le parole giuste per fondere le competenze di un esperto di stile e di moda con l’analisi di un semiologo, gli approfondimenti di un sociologo con le proiezioni di un esperto di economia.
Il tutto all’interno di una guida pratica che potrebbe essere al tempo stesso sia la salvezza di qualsiasi madre, moglie o fidanzata disperata di fronte alla mancanza di stile degli uomini di casa, che un libro di testo da adottare in una delle più prestigiose scuole di moda e design italiane.
A farmi apprezzare il tocco del semiologo è il presupposto di fondo del libro: l’abbigliamento è un sistema di segni attraverso cui il “gentiluomo contemporaneo” si presenta, dà un’immagine di sé e interagisce creando relazioni il più possibile vincenti. A cominciare da quella con se stesso: “I vestiti non devono essere superficie ma interfaccia dinamica”. E’ solo una delle definizioni che con efficacia lapidaria segnano i confini di un territorio in cui non ci si può improvvisare e in cui tre sono le parole d’ordine: conoscenza  (bisogna conoscere la lingua degli abiti per esprimersi attraverso di loro), equilibrio (l’eleganza è fatta dall’equilibrio tra opposti: tra dentro e fuori, tra formale e informale, tra classico e contemporaneo) e consapevolezza (ogni scelta di stile per essere credibile deve partire dalla consapevolezza di sé, della propria conformazione fisica, del proprio ruolo e dei propri obiettivi).
A partire da questo, pagina dopo pagina, Mario Dell’Oglio ci guida alla scoperta di codici, aneddoti e strategie che vi porteranno a capire come appropriarvi e servirvi al meglio di questo straordinario strumento non solo di comunicazione, ma anche e soprattutto di affermazione di sé.
Il tutto all’interno di un testo in cui si mescolano canoni di eleganza a nozioni di economia, analisi sociologiche a vere e proprie mappe geografiche dell’eleganza nel mondo, in cui un posto a parte e del tutto privilegiato viene assegnato alla Sicilia, culla e maestra di stile, nonché patria dell’autore. Per concludere infine con una serie di tavole sinottiche da utilizzare come guida alle varie combinazioni.
Ma al di là degli strumenti pratici, ho trovato in questo libro una delle più belle definizioni dell’abito: “Gli abiti sono pensieri”. Essi infatti raggiungono la loro definizione dopo l’elaborazione di un’idea e di un progetto. sono al tempo stesso portatori di funzionalità e di estetica, oggetti di design in continua evoluzione e capaci di raccontare il tempo.
Un’interpretazione estremamente profonda e contemporanea dell’abito, espressione e conferma di un’abilità quasi da alchimista nell’utilizzo del lessico. Ogni vocabolo è scelto con attenzione al fine di contribuire a creare nella frase un climax, una percezione quasi visiva e tattile.
Un vero filologo dell’ago e filo Mario Dell’Oglio, che pagina dopo pagina ci ricorda che alla base dell’eleganza debbono esserci sempre il rigore e l’amore per sé, attraverso un libro che, come un abito su misura, va ben oltre i gusti, gli stili e le misure per arrivare a interpretare uno stile di vita: a ciascuno il suo.

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